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	<title>Partito Democratico di Castelnuovo RangonePartito Democratico di Castelnuovo Rangone</title>
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		<title>il liveblogging della direzione regionale del 12/12/2011</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/elezioni/il-liveblogging-della-direzione-regionale-del-12122011</link>
		<comments>http://www.pdcastelnuovo.it/elezioni/il-liveblogging-della-direzione-regionale-del-12122011#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 19:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Varini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Terre dei Castelli, Provinciale, Regionale e Nazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pdcastelnuovo.it/?p=2440</guid>
		<description><![CDATA[Nella direzione regionale del 12/12/2011 si è discusso delle elezioni amministrative che ci attendono nel anno nuovo, presentando una panoramica regionale delle prossime sfide, e della fase politica che ci aspetta con il sostegno al governo Monti. Qui trovate il liveblogging della direzione. Nella relazione del segretario provinciale Davide Baruffi [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/elezioni/il-liveblogging-della-direzione-regionale-del-12122011">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella direzione regionale del 12/12/2011 si è discusso delle elezioni amministrative che ci attendono nel anno nuovo, presentando una panoramica regionale delle prossime sfide, e della fase politica che ci aspetta con il sostegno al governo Monti.<br />
<a href="http://livedem.blogspot.com/2011/12/liveblogging-della-direzione-regionale.html" class="liexternal">Qui</a> trovate il liveblogging della direzione.<br />
Nella relazione del segretario provinciale Davide Baruffi si è accennato anche alla situazione a Castelnuovo Rangone, che a causa del grave lutto, dovrà tornare alla elezioni l&#8217;anno prossimo insieme a Novi e Serramazzoni.<br />
Sperando di aver fatto cosa utile e gradita, documentando sulla base delle mie manchevoli capacità la discussione, colgo l&#8217;occasione per porgere a tutti i migliori auguri di Buone Feste!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Non &#8220;rottamiamo&#8221; il Boss</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/non-rottamiamo-il-boss</link>
		<comments>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/non-rottamiamo-il-boss#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circolo di Castelnuovo R.]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pdcastelnuovo.it/?p=2431</guid>
		<description><![CDATA[E’ ufficiale, Springsteen come back. Da giorni le voci impazzano sul web. Oggi abbiamo le date certe: - 7 giugno Milano - 10 giugno Firenze - 11 giugno Trieste Mai sarò un “rottamatore”. Serviva il ritorno di Bruce per convincermi? Forse no! Oggi però convinto lo sono un pò di [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/non-rottamiamo-il-boss">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ ufficiale, Springsteen come back.<br />
Da giorni le voci impazzano sul web.<br />
Oggi abbiamo le date certe:<br />
- 7 giugno Milano<br />
- 10 giugno Firenze<br />
- 11 giugno Trieste</p>
<p><span id="more-2431"></span></p>
<p>Mai sarò un “rottamatore”.<br />
Serviva il ritorno di Bruce per convincermi?<br />
Forse no! Oggi però convinto lo sono un pò di piu.<br />
…mai urlerò “rottamiamo il Boss”!</p>
<p>Non rottamiamo il Boss:<br />
anche se ha superato i 60 da un pò;<br />
anche se abbiamo perso il conto dei suoi concerti;<br />
anche se da Growin&#8217; Up a Outlaw Pete di anni ne sono passati 36;<br />
anche se quello della primavera prossima sarà il suo 18 album;<strong><br />
- Non &#8211; rottamiamo &#8211; il &#8211; Boss &#8211; ! -</strong></p>
<p>Un abbraccio sincero al Sindaco di Firenze per aver deciso di sentirsi, il 10  giugno prossimo, un pò meno “rottamatore” e  un pò piu rock!</p>
<p>La prevendita dei biglietti:<br />
- per la data di Milano sarà avviata on line sul sito TicketOne.it e tramite call center giovedì  24 novembre alle ore 16.00.<br />
-  per le date di Firenze e Trieste sarà avviata on line sul sito TicketOne.it e tramite call center alle ore 16 di giovedì 1° dicembre.</p>
<p>Sarà possibile l&#8217;acquisto di 4 biglietti al massimo per ogni transazione.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.pdcastelnuovo.it%2Fil-pd%2Fnon-rottamiamo-il-boss&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/non-rottamiamo-il-boss" type="box_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Legge di Stabilità 2012: Effetto &#8220;Bilancio&#8221; e &#8220;pro capite&#8221;</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-effetto-bilancio</link>
		<comments>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-effetto-bilancio#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circolo di Castelnuovo R.]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei grafici l&#8217;ammontare del &#8220;taglio dei trasferimenti&#8221; e il &#8220;saldo obiettivo&#8221; del Patto di Stabilità Interno (PSI), totale e pro capite, nel triennio 2012 &#8211; 2014 sul Bilancio comunale come da Legge di Stabilità 2012. In altre parole&#8230;il  concorso agli obiettivi di finanza pubblica da parte dei cittadini di Castelnuovo [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-effetto-bilancio">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei grafici l&#8217;ammontare del &#8220;taglio dei trasferimenti&#8221; e il &#8220;saldo obiettivo&#8221; del Patto di Stabilità Interno (PSI), totale e pro capite, nel triennio 2012 &#8211; 2014 sul Bilancio comunale come da Legge di Stabilità 2012.<br />
In altre parole&#8230;il  concorso agli obiettivi di finanza pubblica da parte dei cittadini di Castelnuovo Rangone.</p>
<p><span id="more-2417"></span></p>
<p><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/wp-content/uploads/2011/11/Effetto-Bilancio.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[2417]"><img class="aligncenter size-large wp-image-2418" title="Effetto Bilancio" src="http://img685.imageshack.us/img685/4460/effettobilancio1024x512.jpg" alt="" width="1024" height="512" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/wp-content/uploads/2011/11/Effetto-pro-capite.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[2417]"><img class="aligncenter size-large wp-image-2423" title="Effetto pro capite" src="http://img705.imageshack.us/img705/476/effettoprocapite1024x51.jpg" alt="" width="1024" height="516" /></a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.pdcastelnuovo.it%2Fil-pd%2Flegge-di-stabilita-2012-effetto-bilancio&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-effetto-bilancio" type="box_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Legge di stabilità 2012 Art. 31: il Testo Unico del Patto di Stabilità</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-art-31-il-testo-unico-del-patto-di-stabilita</link>
		<comments>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-art-31-il-testo-unico-del-patto-di-stabilita#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 08:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pdcastelnuovo.it/?p=2403</guid>
		<description><![CDATA[Legge 12 novembre 2011 n. 183 Art. 31 Patto di stabilita&#8217; interno degli enti locali 1. Ai fini della tutela dell&#8217;unita&#8217; economica della Repubblica, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a decorrere dall&#8217;anno 2013, i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/legge-di-stabilita-2012-art-31-il-testo-unico-del-patto-di-stabilita">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">Legge 12 novembre 2011 n. 183</span></strong><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong>Art. 31<br />
Patto di stabilita&#8217; interno degli enti locali</span></p>
<p><span id="more-2403"></span></p>
<p>1. Ai fini della tutela dell&#8217;unita&#8217; economica della Repubblica, le<br />
province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a<br />
decorrere dall&#8217;anno 2013, i comuni con popolazione compresa tra 1.001<br />
e 5.000 abitanti, concorrono alla realizzazione degli obiettivi di<br />
finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui al presente<br />
articolo, che costituiscono principi fondamentali di coordinamento<br />
della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e<br />
119, secondo comma, della Costituzione.<br />
2. Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo di saldo<br />
finanziario, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000<br />
abitanti applicano, alla media della spesa corrente registrata negli<br />
anni 2006-2008, cosi&#8217; come desunta dai certificati di conto<br />
consuntivo, le percentuali di seguito indicate: a) per le province le<br />
percentuali sono pari a 16,5 per cento per l&#8217;anno 2012 e a 19,7 per<br />
cento per gli anni 2013 e successivi; b) per i comuni con popolazione<br />
superiore a 5.000 abitanti le percentuali sono pari a 15,6 per cento<br />
per l&#8217;anno 2012 e a 15,4 per cento per gli anni 2013 e successivi; c)<br />
per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, le<br />
percentuali per gli anni 2013 e successivi sono pari a 15,4 per<br />
cento. Le percentuali di cui alle lettere a), b) e c) si applicano<br />
nelle more dell&#8217;adozione del decreto previsto dall&#8217;articolo 20, comma<br />
2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con<br />
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.<br />
3. Il saldo finanziario tra entrate finali e spese finali calcolato<br />
in termini di competenza mista e&#8217; costituito dalla somma algebrica<br />
degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni,<br />
per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti,<br />
per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti<br />
dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla<br />
concessione di crediti, come riportati nei certificati di conto<br />
consuntivo.<br />
4. Ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza<br />
pubblica, gli enti di cui al comma 1 devono conseguire, per ciascuno<br />
degli anni 2012, 2013 e successivi, un saldo finanziario in termini<br />
di competenza mista non inferiore al valore individuato ai sensi del<br />
comma 2 diminuito di un importo pari alla riduzione dei trasferimenti<br />
di cui al comma 2 dell&#8217;articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,<br />
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.<br />
122.<br />
5. Gli enti che, in esito a quanto previsto dall&#8217;articolo 20, comma<br />
2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con<br />
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, risultano<br />
collocati nella classe piu&#8217; virtuosa, conseguono l&#8217;obiettivo<br />
strutturale realizzando un saldo finanziario espresso in termini di<br />
competenza mista, come definito al comma 3, pari a zero, ovvero a un<br />
valore compatibile con gli spazi finanziari derivanti<br />
dall&#8217;applicazione del comma 6.<br />
6. Le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000<br />
abitanti diversi da quelli di cui al comma 5 applicano le percentuali<br />
di cui al comma 2 come rideterminate con decreto del Ministro<br />
dell&#8217;economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministro<br />
dell&#8217;interno e con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la<br />
coesione territoriale, d&#8217;intesa con la Conferenza unificata, in<br />
attuazione dell&#8217;articolo 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio<br />
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio<br />
2011, n. 111. Le percentuali di cui al periodo precedente non possono<br />
essere superiori:<br />
a) per le province, a 16,9 per cento per l&#8217;anno 2012 e a 20,1 per<br />
cento per gli anni 2013 e successivi;<br />
b) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, a<br />
16,0 per cento per l&#8217;anno 2012 e a 15,8 per cento per gli anni 2013 e<br />
successivi;<br />
c) per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000<br />
abitanti, per gli anni 2013 e successivi, a 15,8 per cento.<br />
7. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,<br />
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica<br />
del rispetto del patto di stabilita&#8217; interno, non sono considerate le<br />
risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente<br />
e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per<br />
l&#8217;attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei<br />
ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza.<br />
L&#8217;esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in piu&#8217;<br />
anni, purche&#8217; nei limiti complessivi delle medesime risorse e purche&#8217;<br />
relative a entrate registrate successivamente al 2008.<br />
8. Le province e i comuni che beneficiano dell&#8217;esclusione di cui al<br />
comma 7 sono tenuti a presentare alla Presidenza del Consiglio dei<br />
ministri &#8211; Dipartimento della protezione civile, entro il mese di<br />
gennaio dell&#8217;anno successivo, l&#8217;elenco delle spese escluse dal patto<br />
di stabilita&#8217; interno, ripartite nella parte corrente e nella parte<br />
in conto capitale.<br />
9. Gli interventi realizzati direttamente dagli enti locali in<br />
relazione allo svolgimento delle iniziative di cui al comma 5<br />
dell&#8217;articolo 5-bis del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343,<br />
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401,<br />
sono equiparati, ai fini del patto di stabilita&#8217; interno, agli<br />
interventi di cui al comma 7.<br />
10. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,<br />
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica<br />
del rispetto del patto di stabilita&#8217; interno, non sono considerate le<br />
risorse provenienti direttamente o indirettamente dall&#8217;Unione europea<br />
ne&#8217; le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute<br />
dalle province e dai comuni. L&#8217;esclusione non opera per le spese<br />
connesse ai cofinanziamenti nazionali. L&#8217;esclusione delle spese opera<br />
anche se esse sono effettuate in piu&#8217; anni, purche&#8217; nei limiti<br />
complessivi delle medesime risorse e purche&#8217; relative a entrate<br />
registrate successivamente al 2008.<br />
11. Nei casi in cui l&#8217;Unione europea riconosca importi inferiori a<br />
quelli considerati ai fini dell&#8217;applicazione di quanto previsto dal<br />
comma 10, l&#8217;importo corrispondente alle spese non riconosciute e&#8217;<br />
incluso tra le spese del patto di stabilita&#8217; interno relativo<br />
all&#8217;anno in cui e&#8217; comunicato il mancato riconoscimento. Ove la<br />
comunicazione sia effettuata nell&#8217;ultimo quadrimestre, il recupero<br />
puo&#8217; essere conseguito anche nell&#8217;anno successivo.<br />
12. Per gli enti locali individuati dal Piano generale di<br />
censimento di cui al comma 2 dell&#8217;articolo 50 del decreto-legge 31<br />
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30<br />
luglio 2010, n. 122, come affidatari di fasi delle rilevazioni<br />
censuarie, le risorse trasferite dall&#8217;Istituto nazionale di<br />
statistica (ISTAT) e le relative spese per la progettazione e<br />
l&#8217;esecuzione dei censimenti, nei limiti delle stesse risorse<br />
trasferite dall&#8217;ISTAT, sono escluse dal patto di stabilita&#8217; interno.<br />
Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli enti<br />
locali individuati dal Piano generale del 6° censimento<br />
dell&#8217;agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009, del 23 dicembre<br />
2009, e di cui al comma 6, lettera a), dell&#8217;articolo 50 del<br />
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,<br />
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.<br />
13. I comuni della provincia dell&#8217;Aquila in stato di dissesto<br />
possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto<br />
di stabilita&#8217; interno relativo all&#8217;anno 2012 gli investimenti in<br />
conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, anche a valere<br />
sui contributi gia&#8217; assegnati negli anni precedenti, fino alla<br />
concorrenza massima di 2,5 milioni di euro; con decreto del Ministro<br />
dell&#8217;interno, di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle<br />
finanze, da emanare entro il 15 settembre 2012, si provvede alla<br />
ripartizione del predetto importo sulla base di criteri che tengano<br />
conto della popolazione e della spesa per investimenti sostenuta da<br />
ciascun ente locale.<br />
14. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,<br />
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica<br />
del rispetto del patto di stabilita&#8217; interno, non sono considerate le<br />
risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute dal comune di<br />
Parma per la realizzazione degli interventi di cui al comma I<br />
dell&#8217;articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 2004, n. 113, convertito,<br />
con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2004, n. 164, e per la<br />
realizzazione della Scuola per l&#8217;Europa di Parma di cui alla legge 3<br />
agosto 2009, n. 115. L&#8217;esclusione delle spese opera nei limiti di 14<br />
milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013.<br />
15. Alle procedure di spesa relative ai beni trasferiti ai sensi<br />
delle disposizioni del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, non<br />
si applicano i vincoli relativi al rispetto del patto di stabilita&#8217;<br />
interno, per un importo corrispondente alle spese gia&#8217; sostenute<br />
dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti.<br />
Tale importo e&#8217; determinato secondo i criteri e con le modalita&#8217;<br />
individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su<br />
proposta del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, di cui al comma<br />
3 dell&#8217;articolo 9 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85.<br />
16. Per gli anni 2013 e 2014, nel saldo finanziario in termini di<br />
competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini<br />
della verifica del rispetto del patto di stabilita&#8217; interno, non sono<br />
considerate le spese per investimenti infrastrutturali nei limiti<br />
definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei<br />
trasporti, di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze,<br />
di cui al comma I dell&#8217;articolo 5 del decreto-legge 13 agosto 2011,<br />
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,<br />
n. 148.<br />
17. Sono abrogate le disposizioni che individuano esclusioni di<br />
entrate o di uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di<br />
stabilita&#8217; interno non previste dal presente articolo.<br />
18. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si<br />
applicano le disposizioni del patto di stabilita&#8217; interno deve essere<br />
approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte<br />
corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di<br />
cassa di entrata e di spesa in conto capitale, al netto delle<br />
riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto<br />
delle regole che disciplinano il patto medesimo. A tale fine, gli<br />
enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un<br />
apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa<br />
degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilita&#8217; interno.<br />
19. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di<br />
stabilita&#8217; interno e per l&#8217;acquisizione di elementi informativi utili<br />
per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione<br />
debitoria, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000<br />
abitanti e, a decorrere dal 2013, i comuni con popolazione compresa<br />
tra 1.001 e 5.000 abitanti, trasmettono semestralmente al Ministero<br />
dell&#8217;economia e delle finanze &#8211; Dipartimento della Ragioneria<br />
generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di<br />
riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il<br />
patto di stabilita&#8217; interno nel sito web<br />
«www.pattostabilita.rgs.tesoro.it» le informazioni riguardanti le<br />
risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e<br />
con le modalita&#8217; definiti con decreto del predetto Ministero, sentita<br />
la Conferenza Stato-citta&#8217; ed autonomie locali. Con lo stesso decreto<br />
e&#8217; definito il prospetto dimostrativo dell&#8217;obiettivo determinato ai<br />
sensi del presente articolo. La mancata trasmissione del prospetto<br />
dimostrativo degli obiettivi programmatici entro quarantacinque<br />
giorni dalla pubblicazione del predetto decreto nella Gazzetta<br />
Ufficiale costituisce inadempimento al patto di stabilita&#8217; interno.<br />
20. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto<br />
di stabilita&#8217; interno, ciascuno degli enti di cui al comma 1 e&#8217;<br />
tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell&#8217;anno<br />
successivo a quello di riferimento, al Ministero dell&#8217;economia e<br />
delle finanze &#8211; Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,<br />
una certificazione del saldo finanziario in termini di competenza<br />
mista conseguito, sottoscritta dal rappresentante legale, dal<br />
responsabile del servizio finanziario e dall&#8217;organo di revisione<br />
economico-finanziaria, secondo un prospetto e con le modalita&#8217;<br />
definiti dal decreto di cui al comma 19. La mancata trasmissione<br />
della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo<br />
costituisce inadempimento al patto di stabilita&#8217; interno. Nel caso in<br />
cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo, attesti il<br />
rispetto del patto, si applicano le sole disposizioni di cui al comma<br />
2, lettera d), dell&#8217;articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre<br />
2011, n. 149. Decorsi quindici giorni dal termine stabilito per<br />
l&#8217;approvazione del conto consuntivo, la certificazione non puo&#8217;<br />
essere rettificata.<br />
21. Qualora dai conti della tesoreria statale degli enti locali si<br />
registrino prelevamenti non coerenti con gli impegni in materia di<br />
obiettivi di debito assunti con l&#8217;Unione europea, il Ministro<br />
dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta&#8217; ed<br />
autonomie locali, adotta adeguate misure di contenimento dei<br />
prelevamenti.<br />
22. In considerazione della specificita&#8217; della citta&#8217; di Roma quale<br />
capitale della Repubblica e fino alla compiuta attuazione di quanto<br />
previsto dall&#8217;articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e<br />
successive modificazioni, il comune di Roma concorda con il Ministro<br />
dell&#8217;economia e delle finanze, entro il 31 maggio di ciascun anno, le<br />
modalita&#8217; del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di<br />
finanza pubblica; a tale fine, entro il 31 marzo di ciascun anno, il<br />
sindaco trasmette la proposta di accordo al Ministro dell&#8217;economia e<br />
delle finanze.<br />
23. Gli enti locali istituiti a decorrere dall&#8217;anno 2009 sono<br />
soggetti alle regole del patto di stabilita&#8217; interno dal terzo anno<br />
successivo a quello della loro istituzione assumendo, quale base di<br />
calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell&#8217;anno<br />
successivo all&#8217;istituzione medesima. Gli enti locali istituiti negli<br />
anni 2007 e 2008 adottano come base di calcolo su cui applicare le<br />
regole, rispettivamente, le risultanze medie del biennio 2008-2009 e<br />
le risultanze dell&#8217;anno 2009.<br />
24. Gli enti locali commissariati ai sensi dell&#8217;articolo 143 del<br />
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,<br />
sono soggetti alle regole del patto di stabilita&#8217; interno dall&#8217;anno<br />
successivo a quello della rielezione degli organi istituzionali. La<br />
mancata comunicazione della situazione di commissariamento secondo le<br />
indicazioni di cui al decreto previsto dal primo periodo del comma 19<br />
determina per l&#8217;ente inadempiente l&#8217;assoggettamento alle regole del<br />
patto di stabilita&#8217; interno.<br />
25. Le informazioni previste dai commi 19 e 20 sono messe a<br />
disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,<br />
nonche&#8217; dell&#8217;Unione delle province d&#8217;Italia (UPI) e dell&#8217;Associazione<br />
nazionale dei comuni italiani (ANCI) da parte del Ministero<br />
dell&#8217;economia e delle finanze, secondo modalita&#8217; e contenuti<br />
individuati tramite apposite convenzioni.<br />
26. Restano ferme le disposizioni di cui all&#8217;articolo 7, commi 2 e<br />
seguenti, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.<br />
27. Dopo il primo periodo della lettera a) del comma 2<br />
dell&#8217;articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, e&#8217;<br />
inserito il seguente: «Gli enti locali della Regione siciliana e<br />
della regione Sardegna sono assoggettati alla riduzione dei<br />
trasferimenti erariali nella misura indicata al primo periodo.».<br />
28. Agli enti locali per i quali la violazione del patto di<br />
stabilita&#8217; interno sia accertata successivamente all&#8217;anno seguente a<br />
quello cui la violazione si riferisce, si applicano, nell&#8217;anno<br />
successivo a quello in cui e&#8217; stato accertato il mancato rispetto del<br />
patto di stabilita&#8217; interno, le sanzioni di cui al comma 26. La<br />
rideterminazione delle indennita&#8217; di funzione e dei gettoni di<br />
presenza di cui al comma 2, lettera e), dell&#8217;articolo 7 del decreto<br />
legislativo 6 settembre 2011, n. 149, e&#8217; applicata ai soggetti di cui<br />
all&#8217;articolo 82 del testo unico di cui al decreto legislativo 18<br />
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, in carica<br />
nell&#8217;esercizio in cui e&#8217; avvenuta la violazione del patto di<br />
stabilita&#8217; interno.<br />
29. Gli enti locali di cui al comma 28 sono tenuti a comunicare<br />
l&#8217;inadempienza entro trenta giorni dall&#8217;accertamento della violazione<br />
del patto di stabilita&#8217; interno al Ministero dell&#8217;economia e delle<br />
finanze &#8211; Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.<br />
30. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere dagli<br />
enti locali che si configurano elusivi delle regole del patto di<br />
stabilita&#8217; interno sono nulli.<br />
31. Qualora le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei<br />
conti accertino che il rispetto del patto di stabilita&#8217; interno e&#8217;<br />
stato artificiosamente conseguito mediante una non corretta<br />
imputazione delle entrate o delle uscite ai pertinenti capitoli di<br />
bilancio o altre forme elusive, le stesse irrogano, agli<br />
amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle regole<br />
del patto di stabilita&#8217; interno, la condanna ad una sanzione<br />
pecuniaria fino ad un massimo di dieci volte l&#8217;indennita&#8217; di carica<br />
percepita al momento di commissione dell&#8217;elusione e, al responsabile<br />
del servizio economico-finanziario, una sanzione pecuniaria fino a<br />
tre mensilita&#8217; del trattamento retributivo, al netto degli oneri<br />
fiscali e previdenziali.<br />
32. Con decreto del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze possono<br />
essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla<br />
disciplina del patto di stabilita&#8217; interno, i termini riguardanti gli<br />
adempimenti degli enti locali relativi al monitoraggio e alla<br />
certificazione del patto di stabilita&#8217; interno.</p>
<p><a href="http://portale.webifel.it/visualizzaCms.do?metodo=dettaglioCmsContenuto&amp;&amp;actionRitorno=security&amp;methodRitorno=homepage&amp;idCmscontenuto=30157" title="Legge di stabilità 2012" class="liexternal">Legge di stabilità 2012</a></p>
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		<title>dalla direzione provinciale del 14/11/2011</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Varini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modena e provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Terre dei Castelli, Provinciale, Regionale e Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[direzione provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pdcastelnuovo.it/?p=2397</guid>
		<description><![CDATA[Qui potete trovare il liveblogging della discussione della direzione provinciale di ieri sera 14/11/2011, che ha riguardato il momento politico attuale caratterizzato dall&#8217;emergenza finanziaria e dal tentativo di formare un governo tecnico per affrontarla. Inoltre è stata anche presentata la nuova segreteria provinciale del Partito Democratico della Provincia di Modena. [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/uncategorized/dalla-direzione-provinciale-del-14112011">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://livedem.blogspot.com/2011/11/liveblogging-della-direzione.html" class="liexternal">Qui</a> potete trovare il liveblogging della discussione della direzione provinciale di ieri sera 14/11/2011, che ha riguardato il momento politico attuale caratterizzato dall&#8217;emergenza finanziaria e dal tentativo di formare un governo tecnico per affrontarla.<br />
Inoltre è stata anche presentata la nuova segreteria provinciale del Partito Democratico della Provincia di Modena.<br />
Buona lettura!</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.pdcastelnuovo.it%2Funcategorized%2Fdalla-direzione-provinciale-del-14112011&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.pdcastelnuovo.it/uncategorized/dalla-direzione-provinciale-del-14112011" type="box_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>tengo a chiarire</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/politica-nazionale/tengo-achiarire</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 16:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la dichiarazione integrale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, resa nota dal Quirinale. &#8220;Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato tengo a chiarire quanto segue, al fine di fugare ogni [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/politica-nazionale/tengo-achiarire">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ecco la dichiarazione integrale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, resa nota dal Quirinale.</em><br />
&#8220;Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato <strong>tengo a chiarire</strong> quanto segue, al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione:<br />
1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverra&#8217; operativa con l&#8217;approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;<br />
2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;<br />
3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell&#8217;on. Berlusconi;<br />
4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti.</p>
<p><span id="more-2395"></span></p>
<p>Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il tempo di metterci sulle spalle il nostro paese</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/il-tempo-di-metterci-sulle-spalle-il-nostro-paese</link>
		<comments>http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/il-tempo-di-metterci-sulle-spalle-il-nostro-paese#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 23:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circolo di Castelnuovo R.]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Equità]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Lalla]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pdcastelnuovo.it/?p=2369</guid>
		<description><![CDATA[Cara/o cittadina/o Il PD di Castelnuovo Rangone ha riunito, il giorno Mercoledì 2 novembre 2011, il gruppo dirigente del Partito il quale ha dato mandato ai tre segretari (di Circolo &#8211; Luca Righetti -, di Zona &#8211; Luca Gozzoli &#8211; e Provinciale &#8211; Davide Baruffi -) di indicare un percorso [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/il-tempo-di-metterci-sulle-spalle-il-nostro-paese">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara/o cittadina/o</p>
<p>Il PD di Castelnuovo Rangone ha riunito, il giorno Mercoledì  2 novembre 2011, il gruppo dirigente del Partito il quale ha dato mandato ai tre segretari (di Circolo &#8211; Luca Righetti -, di Zona &#8211; Luca Gozzoli &#8211; e Provinciale &#8211; Davide Baruffi -) di indicare un percorso condiviso che porti:<br />
all’individuazione di un candidato a Sindaco;<br />
alla definizione delle future alleanze politiche.</p>
<p><span id="more-2369"></span></p>
<p>Qualora il percorso individuasse un candidato “unitario”, lo porteremo all’attenzione delle forze politiche locali e della cittadinanza di Castelnuovo R.;<br />
nel caso invece vi fossero più candidati si procederà, in conformità alle norme statutarie, ad “elezioni primarie”.</p>
<p>Questo a chiarimento di quello che è il percorso individuato, onde evitare prese di posizione e/o dichiarazioni giornalistiche atte a ostacolare o limitare il mandato degli attuali componenti la Giunta e il Gruppo Consigliare di maggioranza.</p>
<p>Il PD riconosce pertanto alla Giunta e al Gruppo Consigliare di maggioranza totale sostegno politico nel rispetto dell’autonomia istituzionale dei due organismi.<br />
Riteniamo, che in una situazione nazionale ed internazionale così seria e mutevole, di dover garantire ai nostri cittadini una legittima capacità operativa di governo della comunità così come avrebbe certamente voluto Lalla Reggiani. </p>
<p>La compiuta e riconfermata legittimazione politica e il rispetto dell’autonomia istituzionale si rende oltremodo indispensabile in relazione al periodo di elaborazione e approvazione del Bilancio di previsione 2012-2014 che dovrà essere non un bilancio di fine legislatura ma bensì un bilancio inserito sia nel contesto economico-finanziario nazionale sia nel programma di legislatura e nelle problematiche che di seguito descriverò.</p>
<p>La Giunta dovrà far fronte ai gravosi tagli agli Enti Locale già previsti con le manovre finanziare susseguitesi da luglio ad oggi a cui si aggiungeranno ulteriori interventi nella legge di stabilità in discussione in parlamento.</p>
<p>I tagli ai servizi sociali incideranno pesantemente anche sulla governance dell&#8217;Unione Terre di Castelli.<br />
Il protrarsi ed aggravarsi della crisi economica rallenterà inevitabilmente le decisioni in merito alle scelte di pianificazione territoriale, così come tutte le decisioni strategiche demandate all&#8217;Unione.<br />
In questa situazione ribadiamo il nostro totale appoggio politico anche ai nostri rappresentanti nel Consiglio e nella Giunta dell&#8217;Unione, che ne fanno (o che ne faranno) parte a pieno titolo e rimangono protagonisti della vita dell&#8217;Unione stessa.</p>
<p>Questa sera ci assumiamo solennemente l&#8217;impegno di onorare le volontà di Lalla Reggiani, che ci avrebbe voluto uniti e al servizio dei nostri cittadini.</p>
<p>C&#8217;è un tempo per crescere,<br />
c&#8217;è un tempo per studiare,<br />
ora e&#8217; <strong>il tempo di metterci sulle spalle il nostro paese</strong>.</p>
<p>Lo facciamo in un momento difficilissimo, colpiti negli affetti più cari, minati nelle nostre sicurezze da una perdita così grande, ma vogliamo dire ai nostri cittadini una parola importante: <em>&#8220;FIDUCIA&#8221;</em>.<br />
Castelnuovo ce la farà, con le nostre fabbriche, con i nostri prodotti, con le altissime competenze delle nostre maestranze.</p>
<p>Non vi racconteremo favole.<br />
La seconda parola che dobbiamo dirci e&#8217; <em>&#8220;VERITÀ&#8221;</em>.<br />
Guarderemo in faccia ai problemi, soprattutto quelli che non si risolvono in un giorno, così come faceva Lalla;<br />
non sarà il traguardo elettorale la nostra meta,<br />
ma il servizio ai cittadini, la soluzione dei loro problemi:</p>
<p>Il primo<br />
Dobbiamo rivedere tutto l&#8217;aspetto della finanza pubblica, dovremo scegliere e non allinearci a sterili politiche di tagli lineari.</p>
<p>Il secondo<br />
Dobbiamo continuare il processo di riorganizzazione della macchina pubblica, attrezzarla a far fronte ad una così forte contrazione delle risorse economiche ed umane.</p>
<p>Il terzo<br />
Mantenere alta l&#8217;attenzione per i servizi pubblici, elemento fondamentale per garantire la ripresa del nostro tessuto economico: la scuola, la sanità, gli asili, sono sempre più in affanno anche in aree come la nostra, servizi che rappresentano la VERA SICUREZZA per i nostri cittadini.</p>
<p>Il quarto<br />
Il quarto problema, “che contiene tutti i problemi, e&#8217; il tessuto civico e democratico” di Castelnuovo.<br />
Anche da noi stanno aumentando le diseguaglianze.<br />
Un ragazzo su tre non trova il lavoro per il quale ha studiato.<br />
La crisi comincia a mordere i nostri artigiani, i nostri commercianti e tante piccole nostre imprese.<br />
Vengono messe in discussione le tutele per i nostri disabili.</p>
<p>A noi viene chiesto di saper scegliere in un momento dove le Istituzioni, tanto amate e rispettate da Lalla, sembrano non avere più credibilità.</p>
<p>FIDUCIA E VERITÀ<br />
<em>&#8220;Fiducia e verità dovranno darsi la mano&#8221;.</em><br />
Dichiarare i problemi e avere la fiducia di uscirne: questo e&#8217; il punto.</p>
<p>Lo possiamo fare solo con <em>&#8220;EQUITA&#8217;&#8221;</em>.<br />
<em>“Con l&#8217;idea di uno sforzo comune, DOVE CHI HA DI PIÙ DA DI PIÙ.<br />
Con l&#8217;idea di un cambiamento che scomodi un po&#8217; tutti, ma scomodi di più chi finora si e&#8217; scomodato meno”</em>.</p>
<p>Questo sarà possibile se riusciamo a garantire una guida politica unita, solida e che trasmetta dedizione totale al nostro Comune e ai nostri cittadini.<br />
Questo sarà il nostro modo di onorare il nostro Sindaco Maria Laura Reggiani.</p>
<p><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/wp-content/uploads/2011/11/IL-PAESE-SULLE-SPALLE.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[2369]"><img src="http://img9.imageshack.us/img9/1711/ilpaesesullespalle279x3.jpg" alt="" title="IL PAESE SULLE SPALLE" width="250" height="250" class="aligncenter size-medium wp-image-2381" /></a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.pdcastelnuovo.it%2Fil-pd%2Fil-tempo-di-metterci-sulle-spalle-il-nostro-paese&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/il-tempo-di-metterci-sulle-spalle-il-nostro-paese" type="box_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In nome del popolo italiano</title>
		<link>http://www.pdcastelnuovo.it/politica-nazionale/in-nome-del-popolo-italiano</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 11:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Circolo PD Castelnuovo Rangone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la ricostruzione democratica, sociale, economica del paese &#8211; Intervento di Pier Luigi Bersani da Piazza S. Giovanni Grazie a voi, Democratiche e Democratici, Amici e Compagni, Cittadine e Cittadini che siete qui con noi. Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione che ha [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/politica-nazionale/in-nome-del-popolo-italiano">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per la ricostruzione democratica, sociale, economica del paese &#8211; Intervento di Pier Luigi Bersani da Piazza S. Giovanni</em><br />
Grazie a voi, Democratiche e Democratici, Amici e Compagni, Cittadine e Cittadini che siete qui con noi. Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione che ha investito la Liguria e prima ancora la Liguria e la Toscana e che ci lascia in ansia anche in queste ore. Tante vittime, tante famiglie nel dramma; Genova, e tanti meravigliosi paesi, cari agli italiani e a tutto il mondo, terribilmente devastati. Cittadini che vedono le loro case e i loro beni invasi, travolti dall’acqua. Una tragedia. Noi ci stringiamo attorno alle famiglie delle vittime e alle popolazioni colpite. Noi ci saremo, in ogni sede utile, e per tutto il tempo necessario perché vengano le risposte dell’emergenza e del soccorso, del ripristino e della ricostruzione. Cominciamo oggi stesso da San Giovanni lanciando una grande sottoscrizione per un aiuto concreto. Da questa piazza un abbraccio commosso ai cittadini colpiti della Liguria e della Toscana.</p>
<p><span id="more-2365"></span></p>
<p>Siamo tanti in questa piazza ferita dalle violenze di poche settimane fa e che oggi riportiamo alla sua storia migliore.<br />
San Giovanni non è solo una piazza. E’ il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta.<br />
Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti.<br />
Mai!</p>
<p>Anche per questo fatemi dire grazie alle forze dell’ordine che anche oggi non hanno fatto mancare il loro impegno e il loro servizio prezioso.</p>
<p>E grazie alle Associazioni e ai Movimenti che hanno scelto di essere qui. Con i loro simboli e le loro proposte.<br />
Un saluto alle forze del centrosinistra: SEL, IDV, I Socialisti, i Moderati di Portas.</p>
<p>Vedo le vostre bandiere: grazie per questa presenza generosa.<br />
Ma il saluto più affettuoso lo voglio dare ai nostri ospiti europei e internazionali. Li accogliamo con emozione, amicizia, fraternità.<br />
Sappiamo bene che questa manifestazione si svolge nel cuore di un’emergenza drammatica per l’Europa e per l’Occidente intero. E di un’emergenza ancora più drammatica per l’Italia.</p>
<p>Ma proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze della sinistra e del progressismo europeo.<br />
Lo facciamo a Roma, a Roma nella città dove si firmarono i primi trattati dell’Unione e dove si è sottoscritta la Costituzione dell’Europa.</p>
<p>La nostra promessa è che riporteremo l’Italia là dove deve stare.<br />
Là dove ci aspetta il mondo.</p>
<p>Riporteremo l’Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi.<br />
Il patto è che tutti assieme – noi, le grandi forze della democrazia e del progresso – rilanceremo il sogno di un’Europa politica, sovrana, forte della sua civiltà e aperta verso il mondo.</p>
<p>Dopo l’euro, non si va indietro, si va avanti!<br />
Perché l’Euro non è la malattia.<br />
La malattia è l’Europa delle destre, l’Europa azzoppata dalle destre.<br />
L’Europa della signora Merkel e del signor Sarkozy.</p>
<p>Quanto a Berlusconi, lui nella tragedia si è ritagliato un posto ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere!<br />
La destra dunque, non altri, ha messo in ginocchio l’Europa! A partire da come hanno gestito l’emergenza della Grecia.<br />
Certo che quello era un problema serio. Ma poteva essere isolato con facilità. La Grecia è il 3% del PIL Europeo!<br />
Ma ha prevalso la loro dottrina, quella coltivata per anni: quella della chiusura e del ripiegamento difensivo in politica e quella del lasciar fare al mercato in economia. Hanno prodotto un disastro.<br />
E così, per non aver voluto spendere uno, adesso spendiamo mille!</p>
<p>Ora – solo ora – anche le destre si svegliano e scoprono che abbiamo un destino comune, ma è tardi, dopo che a piene mani si è seminato l’egoismo delle persone, dei territori e delle nazioni.<br />
Adesso improvvisano. Balbettano. Inventano soluzioni che durano un giorno. Di colpo scoprono che bisogna mettere qualche briglia ai mercati.</p>
<p>Peccato che le briglie non ce le hanno più. Le hanno gettate via!<br />
E allora tocca a noi.<br />
Lo dico a Francois e Sigmar e agli altri leader europei, con i quali parliamo e che la pensano come noi.<br />
Questa volta dobbiamo riuscire, non possiamo fallire, dobbiamo tornare a vincere per ridare speranza, riforme e un’etica comune a un grande continente.<br />
Tocca a noi – ai democratici, ai socialisti, ai liberali veri – rifare l’Europa.<br />
E farla più democratica, sovrana, giusta, libera.<br />
Noi lavoreremo a un continente più unito nelle sue politiche economiche e sociali. Lo renderemo di nuovo protagonista sulla scena internazionale.</p>
<p>E per riuscirci combatteremo assieme, da subito, con una nostra piattaforma perché l’Europa si dia finalmente gli strumenti per garantire l’Euro, gli strumenti per controllare la finanza e farla partecipare a uno sforzo comune, gli strumenti per sostenere investimenti, occupazione, crescita.<br />
Questo – cari Democratici – è il primo messaggio che si leva da qui: mai come oggi tocca alle forze progressiste alzare la bandiera dell’Europa perché nel ripiegamento – nell’idea che ciascuno si occupa solo di casa sua – vincono le destre e i risultati li abbiamo sotto gli occhi!</p>
<p>Ma oggi a Roma, è giusto che prendiamo un altro impegno ugualmente decisivo. Ed è spingere l’Europa a fare quello che non ha mai fatto davvero: guardare al Mediterraneo, finalmente!<br />
Il Mediterraneo. Il nostro Mare.<br />
Verrà un giorno in cui questo nostro mare si lascerà alle spalle le tragedie e i lutti di adesso; un giorno in cui lanceremo fiori sull’acqua per ricordare con vergogna la barbarie di migliaia di esseri umani – donne, bambini – annegati mentre inseguivano una speranza di vita.<br />
Verrà il giorno delle Istituzioni libere nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.<br />
Verrà il giorno in cui i popoli di Israele e di Palestina vivranno in pace, da fratelli, nei loro Stati.<br />
Noi quel giorno lo vogliamo e lo vedremo!</p>
<p>Siamo pronti.<br />
Siamo pronti a una nuova era di scambi e di amicizia.<br />
Siamo pronti a darci la mano per crescere assieme.<br />
L’Italia deve portare l’Europa a quell’incontro e il nostro Mezzogiorno deve portare l’Italia – tutta l’Italia – a quell’appuntamento.<br />
Assieme ai progressisti daremo all’Europa una voce dentro il mondo globale.<br />
Perché il mondo è globale. Ma non per questo è diventato un mondo giusto e rispettoso dei diritti umani.<br />
E’ un mondo dove gli squilibri sono ancora intollerabili e scrivono il destino di miliardi di persone.<br />
Ma c’è un solo modo per evitare le crisi che stiamo vivendo: crescere un po’ tutti senza troppi squilibri nei rapporti economici e commerciali. E crescere ciascuno nel suo paese senza diseguaglianze sociali indecenti.<br />
Un’altra strada non c’è!</p>
<p>Per arrivarci bisogna regolare i grandi fattori della globalizzazione; la finanza, l’accesso alle materie prime, la temperatura del globo, le migrazioni, le guerre.<br />
E debellare la fame e nutrire il pianeta, gli obiettivi al centro dell’Expo di Milano nel 2015.<br />
Bisogna fare dei passi graduali, ma sicuri, verso un Governo democratico del mondo!<br />
Questa per noi, per il Partito Democratico, lo diciamo da Roma, deve essere la piattaforma di una nuova grande organizzazione delle forze progressiste e democratiche del mondo, che oltrepassi le famiglie più antiche e gloriose e unisca le forze in nome di quei valori indisponibili che sono l’uguaglianza e la libertà.<br />
La sfida è immensa ma appassionante: creare le idee-guida per un mondo nuovo. Guardare di nuovo all’economia reale, alle persone e alle cose, ai beni comuni e ai valori delle società. Idee guida alternative a quelle disastrose della destra, perché le crisi di oggi non si ripetano mai più.</p>
<p>Care Democratiche e cari Democratici,<br />
in questo quadro difficile ci siamo noi, c’è l’Italia.<br />
Un grande paese.<br />
Lasciate che lo ripeta: un grande paese.<br />
Alle spalle abbiamo una storia complessa.</p>
<p>Abbiamo conosciuto grandezze e tragedie. Due guerre mondiali, il colonialismo, una dittatura e la vergogna delle leggi razziali.<br />
Ma anche la forza di un popolo che ha sempre saputo rialzarsi e ripartire. Come dopo il fascismo, quando in una manciata di anni un panorama di macerie, morali e materiali, ha lasciato il posto a una delle potenze industriali del pianeta.<br />
Anche per questo, tra le cose che ci indignano di più è vedere il nostro paese sbeffeggiato. Vedere che, all’estero, dell’Italia si ride.</p>
<p>Questo non era mai accaduto: e questo non lasceremo che accada mai più.<br />
Perché, nonostante tutto, siamo ancora tra i dieci Paesi più ricchi del mondo.<br />
Abbiamo un patrimonio ineguagliabile, di bellezze, risorse, capacità.<br />
Abbiamo una geografia cruciale. E siamo presenti a milioni in ogni angolo del mondo. Gente che lavora, gente rispettata, gente per bene.</p>
<p>E allora proprio noi, che non facciamo ombra a nessuno e possiamo parlare con tutti, noi possiamo fare molto per un’Europa nuova e per un mondo nuovo!<br />
Basta che non perdiamo la stima di noi stessi!<br />
Ma la stima di noi stessi passa dalla stima degli altri!<br />
La realtà è che oggi noi non siamo quello che dovremmo essere.<br />
Mentre siamo dove non dovremmo stare: nel luogo più esposto della crisi, nel suo epicentro, percepiti ormai come un rischio ed esposti alle scelte e alle convenienze di altri.<br />
L’ho detto e ripetuto quasi ogni giorno: non c’era una sola ragione perché ci trovassimo lì!<br />
Se ci siamo arrivati è per la politica di un Governo incapace e sconsiderato.<br />
Ci siamo arrivati perché una propaganda volgare ha combattuto contro il linguaggio della verità.<br />
Purtroppo avevamo visto bene, e per tempo, quello che adesso vedono tutti.<br />
Avevamo visto dove si precipitava.</p>
<p>Chi non ci vuole bene, da mesi ci descrive come un partito incerto, ondivago.<br />
Ma io torno a chiedere, da qui, da questa piazza: c’è qualcuno, c’è una forza politica, un commentatore che in tutto questo tempo abbia avuto una posizione più chiara e netta della nostra?<br />
Abbiamo detto due anni fa che dopo il decennio della destra – perché otto anni su dieci hanno governato loro! – ci sarebbe stato un tramonto fiammeggiante e pericoloso.</p>
<p>Abbiamo avanzato le nostre proposte su ogni decreto che loro licenziavano. Abbiamo detto ogni santo giorno che quel signore doveva andarsene, perché ci avrebbe condotti al disastro.<br />
E abbiamo ripetuto che tutti i paesi più esposti – Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna – a questa crisi avevano dato comunque una risposta: cambiando governo o anticipando le elezioni.</p>
<p>Noi – il primo partito dell’opposizione – siamo sempre stati pronti a fare la nostra parte, in entrambi i casi.<br />
C’è stato qualcuno più chiaro di noi?<br />
Alzi la mano.<br />
Lo vogliamo vedere.<br />
Alzi la mano chi ha visto meglio e più lontano!<br />
E allora Basta!<br />
Basta con la denigrazione del PD, dell’unica forza che può davvero dare una mano al Paese.<br />
Lo dico senza superbia. Senza arroganza.<br />
Lo dico perché adesso l’Italia è davvero nei guai.<br />
La situazione è grave. E’ molto grave.<br />
Il Paese soffre, ha paura, è pessimista.<br />
Noi non cavalcheremo mai questa paura. Sarebbe irresponsabile.<br />
No. Noi abbiamo convocato questa piazza per dire una parola importante, e questa parola è “Fiducia”!<br />
Anche questa è una promessa, che nasce, che parte da qui, da San Giovanni.<br />
L’Italia ce la farà.<br />
Gli italiani ce la faranno.<br />
Lo ripeto: siamo uno dei Paesi con più “storia” nel mondo.<br />
E abbiamo già dimostrato di saper domare la finanza pubblica, quando c’era gente seria al Governo.<br />
Non ci nascondiamo i problemi, ma guardiamo anche al paese che sta in campo. Che reagisce.<br />
A quell’Italia che migliora le esportazioni. E questo succede perché abbiamo lavoro buono, impresa buona, prodotti buoni.<br />
E se è così, perché non dovremmo avere un mestiere nel mondo nuovo?<br />
Lo sappiamo bene che i nostri ricercatori scappano via, ma sappiamo anche che passate le Alpi ce li prendono al volo, perché sono tra i migliori. I figli migliori di un paese che non sa neppure di averli!</p>
<p>E quanta ricchezza abbiamo ancora nascosta, al riparo e che non sta dando una mano?<br />
E quanta ricchezza morale abbiamo già in campo!<br />
La ricchezza della società consapevole, che ha riempito le piazze di Milano, di Napoli, Torino, Bologna e decine di altre città, dove il centrosinistra ha trionfato nel voto amministrativo.<br />
E ancora, la ricchezza di quel volontariato che non raccoglie solo soldi ma si rimbocca le maniche. E di quel Mezzogiorno dove una massa di giovani e donne, di persone oneste, aspetta di potersi esprimere, di liberare talenti e capacità.<br />
Eccole, le vere energie di questo paese.<br />
Davanti a noi c’è un cammino complicato. Ma non tutto è buio! E non tutto è notte.<br />
Ci sono molte luci. E una brilla più delle altre: la nostra Costituzione, la più bella del mondo, capace di illuminare i passi fondamentali del nostro cammino.<br />
Abbiamo le forze e ce la faremo.<br />
Ma non sarà una passeggiata.</p>
<p>Certo, prima di tutto c’è una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa.<br />
O ci va da solo o ce lo manderemo noi o in Parlamento o alle elezioni.<br />
Ma deve andare a casa.<br />
Lo abbiamo detto da tempo. All’inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po’ di ritardo, com’è nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita!<br />
Ma va bene lo stesso. L’importante è che lo dicano.<br />
Però, per favore, nessuno faccia la caricatura di quello che abbiamo detto e che diciamo noi.<br />
Nessuno ci spieghi col dito alzato che non basta cacciare Berlusconi per risolvere i problemi!<br />
Lo dite a noi? A noi?<br />
Ma lo sappiamo da prima di voi, che quando se ne andrà non si porterà via i problemi!<br />
Ce li lascerà tutti, e per ogni giorno che passa ce ne lascerà uno di più.<br />
Però sappiamo anche che il giorno dopo si potrà finalmente cominciare a lavorare per uscirne, dai problemi!<br />
E quando verrà quel momento non racconteremo favole, perché di favole si può morire.<br />
Chi vorrà sentire delle favole dovrà rivolgersi altrove.<br />
Perché per noi la seconda parola, dopo “Fiducia” sarà “Verità”.</p>
<p>Assieme alle italiane e agli italiani guarderemo in faccia i problemi, soprattutto quelli che non si risolvono in un giorno.</p>
<p>E il Primo di questi problemi è un macigno sulla strada dell’Italia: è il fatto che da anni cresciamo poco. Troppo poco. Nei tre anni della crisi abbiamo perso ricchezza per più del doppio della media europea.<br />
Altroché star meglio degli altri!<br />
Oggi davanti a noi non vediamo una ripresa ma una stagnazione che può diventare facilmente recessione. E tutto questo mette in discussione il lavoro e in particolare il lavoro dei giovani.</p>
<p>Il Secondo problema è una finanza pubblica che non è in sicurezza. Il costo del debito cresce in modo pauroso mentre l’economia è troppo bassa per portare da sé risorse alle casse dello Stato.<br />
Le loro manovre ingiuste lasciano aperti buchi impressionanti, anche perché hanno promesso all’Italia e al mondo di prendere soldi dove soldi non ce ne sono!</p>
<p>Terzo problema: la macchina pubblica non gira.<br />
Il sistema delle decisioni nelle Istituzioni e nella Pubblica Amministrazione non sta meglio dopo la cura populista di questi anni. Anzi sta molto peggio.<br />
Non si è riformato nulla, non si è semplificato nulla, si è complicato di più. Fare uno Stato che funzioni è ancora un cantiere da aprire.</p>
<p>Il Quarto problema è che alcuni servizi fondamentali sono finiti in affanno e in alcune aree del Paese ormai sono andati sotto la soglia della sostenibilità e della decenza.<br />
Sto parlando di sanità, di scuola, di sicurezza, di servizi locali, dal trasporto pubblico che si sta bloccando ai servizi sociali. I nostri Comuni non possono fare i bilanci! E sto naturalmente parlando di cura del territorio!<br />
La cura del territorio, l’amore per la nostra terra: e mentre lo dico, ancora una volta, il pensiero più affettuoso va alla gente straordinaria di Liguria e Toscana che piange vite perdute e subisce danni incalcolabili. E abbiamo un Governo che ha cancellato i cinquecento milioni all’anno che noi avevamo sempre garantito per la difesa del suolo, che ha provato a fare un altro condono edilizio; abbiamo una maggioranza che al Senato ha votato che i cambiamenti climatici non ci sono (alla Camera sono stati più contenuti. Hanno solo votato che Ruby è la nipote di Mubarak).</p>
<p>Il Quinto e ultimo problema, che però tutti gli altri contiene, è il tessuto civico e democratico di questo nostro paese.<br />
Le diseguaglianze sociali e quelle fra Nord e Sud sono aumentate in modo drammatico.<br />
Un ragazzo su quattro è a rischio povertà. Quella povertà che la crisi ha sospinto anche dove non era mai arrivata: nel ceto medio, tra tanti artigiani e piccole imprese che abbassano la saracinesca perché non reggono più. O tra quei cinquantenni che perdono il lavoro e si chiedono con disperazione se per loro ci sarà un’altra possibilità. E vogliamo tacere del colpo che stanno subendo le condizioni dei disabili? O possiamo tacere che ai cittadini de L’Aquila viene chiesto in questi giorni di pagare in un colpo dodici rate di tasse arretrate mentre ancora le attività sono ferme? L’elenco sarebbe infinito.<br />
Ma in questo enorme disagio, in questo quadro d’insieme la credibilità delle Istituzioni e della politica è ai minimi storici.<br />
Il populismo nelle sue diverse espressioni alla fine ha portato un risultato solo: quello di moltiplicare le spinte dell’antipolitica.</p>
<p>Lo dico da qui: noi – almeno noi – sappiamo distinguere. Sappiamo che l’indignazione di milioni di cittadini non solo è legittima ma giusta.<br />
Ma sappiamo anche che senza la fiducia in una buona politica, la democrazia non può funzionare e le risposte non possono venire.<br />
Ecco, questi sono i problemi che dobbiamo guardare in faccia.<br />
E non c’è bisogno di essere maghi dell’economia per sapere che l’emergenza finirà, che il mondo ci lascerà tranquilli solo quando vedrà che li stiamo affrontando sul serio, quei problemi. Ma se non troveremo delle ricette nostre, arriveranno le ricette degli altri come si sta già ben vedendo, e potranno anche non piacerci, e lasceremo comunque agli altri un pezzo della nostra libertà e della nostra dignità. Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi! Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande Partito deve dirlo.</p>
<p>Per questo fiducia e verità dovranno darsi la mano.<br />
Dichiarare i problemi e avere la fiducia per uscirne: questo è il punto.<br />
Lo si può fare in un solo modo. Con l’equità.<br />
Con l’idea di uno sforzo comune dove chi ha di più dà di più, con l’idea di un cambiamento che scomodi un po’ tutti, ma scomodi di più chi finora si è scomodato meno. E con una guida politica unita, solida e pulita che trasmetta dedizione totale all’Italia e agli Italiani e non ai propri interessi.<br />
Noi chiamiamo tutto questo ricostruzione.<br />
E’ il messaggio di Piazza San Giovanni. Ricostruzione.<br />
Ricostruzione della fiducia e della speranza.</p>
<p>Ricostruzione di una democrazia costituzionale piena e funzionante. Ricostruzione di un patto sociale e di sviluppo sostenibile. Di una nuova mappa di diritti umani, civili, sociali e insieme di nuovi doveri e responsabilità verso gli altri.<br />
Sappiamo bene che questi giorni ci richiamano a una emergenza drammatica. Lo abbiamo detto agli Italiani e lo abbiamo detto al Presidente della Repubblica che ringrazio qui per il Suo impegno straordinario: noi non cerchiamo ribaltoni o soluzioni di piccolo cabotaggio parlamentare. Se c’è discontinuità, se c’è cambiamento, se c’è una credibilità internazionale e interna da parte di un nuovo Governo, noi siamo pronti assieme a tutte le opposizioni a prenderci le nostre responsabilità, a dare un contributo di equità e di efficacia a misure che a questo punto debbono essere vere e proprie misure di salvezza nazionale.<br />
Ma tutto questo, se si determinasse, sarebbe un passaggio di transizione, l’avvicinamento ad un ciclo più radicale e impegnativo di cambiamento che potrà avvenire solo con il concorso attivo e l’assunzione di responsabilità e condivisione dei cittadini elettori.<br />
Sia chiaro comunque che anche un eventuale governo di transizione non potrebbe che muoversi nel senso di un nuovo patto sociale, capace di tenere unito questo paese, dopo le drammatiche divisioni di questi anni.<br />
E sappiamo già quale senso dare a questa svolta, quale obiettivo mettere davanti a tutto; sappiamo con quale bussola orientare le nostre politiche come fu per l’Euro.</p>
<p>Questo grande obiettivo, questa bussola sarà il lavoro per la nuova generazione.<br />
Nessuno sarà abbandonato, nessuna scelta sarà dimenticata ma il lavoro dei giovani sarà la bussola. Perché se l’Italia vuole avere un futuro deve mettere al lavoro la nuova generazione.<br />
Sappiamo anche da dove cominciare per dare il segno del cambio di stagione.<br />
Cominceremo dalla politica, dalla sua riforma, dalla riforma delle Istituzioni e della Pubblica Amministrazione.<br />
Siamo stanchi di presentare proposte (dal dimezzamento dei Parlamentari all’abolizione dei vitalizi) e vederle bloccate dalla destra salvo finire anche noi nel mucchio del discredito.<br />
Siamo stanchi.</p>
<p>E’ un gioco pericoloso non solo per noi, ma per la democrazia!<br />
Vogliamo una maggioranza per governare, e il giorno dopo si fa sul serio!<br />
Vi garantisco che si fa sul serio, e si allineano i costi della nostra politica ai costi europei. Non un euro in più. E dopo tante parole a vuoto, qualcosa di serio sulla Pubblica Amministrazione! Cinque livelli di governo non si possono più sostenere! La pletora amministrativa e delle società pubbliche non si può più sostenere. La spesa corrente va messa sotto controllo davvero, come già abbiamo dimostrato di saper fare a differenza della destra, tutta chiacchiere e distintivo, capace solo di farla crescere, azzerando gli investimenti.</p>
<p>Cominceremo dunque da lì, e insieme, da subito, una riforma fiscale.<br />
L’evasione deve pagare, i patrimoni rilevanti e le grandi ricchezze devono pagare. Non può pagare solo chi sta pagando adesso e chi ha pagato fin qui, non si può dare addosso solo al lavoro, ai pensionati, alle famiglie.<br />
Ci vuole un fisco orientato all’equità, al lavoro, alla crescita.<br />
Noi sappiamo come si fa e lo faremo. Perché sono il fisco e l’evasione, le cose che ci fanno più diversi dall’Europa, anche se nella lettera del Governo non se ne faceva cenno!<br />
E le liberalizzazioni, noi le abbiamo fatte, noi le sappiamo fare, ne abbiamo un nuovo elenco pronto e le faremo, perché pensiamo che la flessibilità non la si può chiedere solo ai lavoratori, che non si può scaricare sul consumatore, a piè di lista, i costi e i profitti di chi è protetto, che non si può impedire a un giovane di fare il mestiere che sa fare. Non puoi tenerlo a tirocinio per mesi o anni senza che prenda un euro!</p>
<p>E poi il welfare da preservare e riformare. Cominciando dalla precarietà. Lo ripetiamo: un’ora di lavoro stabile deve costare un po’ meno e un’ora di lavoro precario deve costare un po’ di più. Questa è la premessa per dare a un ragazzo la possibilità di arrivare per tempo a un salario decente. Ed è la condizione perché lui e tutti i suoi coetanei abbiano la speranza di una pensione decente. In questa logica, e solo in questa logica, siamo pronti a confrontarci: a discutere delle ricadute in positivo di un meccanismo di flessibilità volontaria in uscita, che può e deve alzare l’età effettiva di pensionamento.<br />
Bisogna fare qualcosa per chi cerca il lavoro e non lo trova.<br />
Anche a noi piace la Danimarca, la flexicurity di cui in questi giorni il Governo si è improvvisamente innamorato; che costa però tantissimi soldi. La Danimarca noi la stiamo vedendo in cartolina! Da un anno e mezzo è in corso una fase violenta di espulsione dal lavoro.</p>
<p>Vogliamo, in aggiunta, incoraggiare i licenziamenti, pensando che questo di per sé migliori il mercato del lavoro?<br />
Come si può pensare una sciocchezza simile?<br />
Perché non pensiamo piuttosto a crearlo, un po’ di lavoro.<br />
Perché non pensiamo alla politica industriale, alla ricerca, alle tecnologie italiane, alle reti, all’efficienza energetica, all’economia verde, al nostro made in Italy a partire dal potenziale che può esprimere il Mezzogiorno! Perché non pensare per il Mezzogiorno a mettere almeno una parte delle residue risorse europee in un programma garantito e automatico per investimenti e occupazione di giovani e donne a cominciare dai giovani laureati?<br />
La nostra industria, la nostra agricoltura abbandonata, i servizi, la piccola impresa: vogliamo tornare a occuparcene?<br />
Perché il lavoro non cade dal cielo, ma viene da lì.<br />
Insomma, riforme!</p>
<p>Un progetto di ricostruzione per il lavoro: per il lavoro delle donne e delle nuove generazioni.<br />
E riforme per la ricostruzione democratica.<br />
Dopo dieci anni di cura populista c’è tutto da risistemare e su tutto abbiamo pronta una proposta. Istituzioni, legge elettorale, federalismo, funzionamento della giustizia, conflitti di interesse e incompatibilità, informazione e Rai tv, ovunque si volge lo sguardo c’è un peggioramento, c’è malfunzionamento, c’è discredito del sistema.<br />
Perché era l’altro modello che secondo loro doveva funzionare: quello del “salvatore della patria”, quello del nome sul simbolo, quello del consenso che viene prima delle regole, perché le regole legano le mani al campione; il modello che vive sul nemico e sul capro espiatorio: il magistrato, il comunista, il terrone, l’immigrato, l’euro.<br />
Il modello che non conosce la distinzione dei poteri, il modello che comunica ma non governa, perché quel che conta non è fare, è raccontare; non è fare è dire che si fa, è convincere che si sta facendo, è gonfiare con la comunicazione la bolla delle illusioni.<br />
Noi da questa piazza lo diciamo all’Italia: questo modello ci ha precipitati nel fondo del pozzo perché non è in grado di decidere nulla, e alla fine il conto lo paghiamo tutti!</p>
<p>Ma attenzione. Ci riproveranno, non hanno altra carta che quella!<br />
E allora qui diciamo: noi siamo pronti alla battaglia e stavolta il terreno lo imporremo noi!<br />
E il terreno sarà un’alternativa chiara: o il modello populista o la riforma della democrazia nel solco della Costituzione.<br />
Questa sarà la scelta. O affidarsi di nuovo a un imbonitore o scegliere finalmente un modello che ci riporta alle grandi democrazie del mondo. Perché salvatori della patria non ce ne sono più – abbiamo già dato! – e ci si può salvare solo tutti assieme!</p>
<p>Ecco dunque – care democratiche e democratici, amici e compagni che siete qui – la ricostruzione che vogliamo è una ricostruzione civica, morale, economica e sociale. E’ una profonda ricostruzione democratica.<br />
Fra poche settimane presenteremo il nostro progetto alla “Conferenza per la Ricostruzione”.<br />
Siamo pronti.<br />
E del resto cos’altro abbiamo fatto in questi anni, cos’altro stiamo facendo se non predisporre idee e progetti, per l’Italia?<br />
Diremo alla “Conferenza per la Ricostruzione” la sintesi del nostro progetto, e sarà un progetto alternativo, un progetto di cambiamento. Pareggio di bilancio sì ma insieme a equità, lavoro e sviluppo.<br />
Ci rivolgeremo alle italiane e agli italiani.<br />
Chiederemo l’aiuto di tutti per sgombrare le macerie di questi anni.<br />
Ci metteremo al servizio di un risveglio collettivo.<br />
Proporremo un progetto di governo che sappia parlare alle sensibilità positive, ai movimenti che si sono risvegliati nel Paese.<br />
Quello delle donne, innanzitutto.</p>
<p>Perché l’autonomia e la dignità delle donne, insieme al loro stare in campo, misurano da sempre il grado di civiltà, di benessere, di un paese. Quando il rispetto per le donne regredisce, quando si umiliano i loro diritti, è il Paese intero che subisce un danno culturale e sociale incalcolabile. Ma insieme, e grazie ai movimenti, abbiamo reagito. Quelle piazze d&#8217;Italia di febbraio con la sciarpa bianca sono state un simbolo di riscossa prima di tutto sul piano civile. E ci inchiniamo, un mese dopo la tragedia, alla memoria delle cinque donne morte fra le macerie del laboratorio in cui lavoravano a quattro euro l’ora. Sentiamo tutti la vergogna di quelle morti.</p>
<p>Vogliamo dunque un cambiamento che poggi sulle straordinarie risorse femminili di questo Paese. Più donne nel lavoro, nelle carriere. Più donne nelle Istituzioni. Più riconoscenza per la loro intelligenza.<br />
E allora diciamo sì a un piano per l&#8217;occupazione delle donne a partire dal Sud. Diciamo sì’ alla legge contro le dimissioni in bianco che questo governo ha stracciato. E alle risorse per la scuola pubblica e la cultura. Se faremo tutto questo anche l&#8217;economia si rimetterà in moto, si torneranno a fare figli e le famiglie saranno più forti contro la crisi. E soprattutto basta con umiliazione e la retrocessione delle donne! Dignità e rispetto!</p>
<p>Sapremo parlare con la forza del riformismo, al richiamo che ci viene dai movimenti che sono cresciuti attorno alla domanda di diritti, in un paese che fatica persino a licenziare una norma di civiltà contro l’omofobia, o riconoscere che un bambino nato qui, di qualsiasi colore sia è un italiano! Movimenti attorno ai beni comuni, a cominciare da quello della legalità e dal bene comune dell’istruzione, della conoscenza, della scuola.<br />
Sapremo parlare alle speranze che tornano a fiorire nel Mezzogiorno e che abbiamo visto vivere sui volti e nelle parole dei duemila ragazzi che abbiamo incontrato a Napoli e che faranno con il Partito Democratico un viaggio lungo un anno, un viaggio di formazione, scambio di esperienze e iniziative sul territorio.<br />
E ci faremo interrogare dal risveglio di sensibilità religiose che sentono il dovere di una presenza più attiva sul terreno della politica.</p>
<p>Stiamo lavorando e vogliamo lavorare ancora per offrire a loro lo spazio di una politica consapevole delle sue responsabilità, della sua autonomia e anche del suo limite, una politica che poggi sul pilastro di un Umanesimo forte, sulla centralità della Persona; una politica che possa unire i credenti e i non credenti appassionati della comune umanità degli uomini, della loro dignità e della loro libertà.<br />
Ci metteremo a servizio, non a comando.<br />
Chi ha il compito di guidare si mette a servizio, perché il senso del guidatore sta nel viaggio di tutti e non nel suo!<br />
Il messaggio fondamentale lo daremo, ho detto, alle italiane e agli italiani.</p>
<p>Le alleanze politiche vengono dopo. Perché il più contiene il meno; e perché se non si alza la canzone popolare i cantanti da soli concludono poco!<br />
Le alleanze politiche sono dunque per noi la conseguenza, non la premessa, della proposta per l’Italia.<br />
Se diciamo ricostruzione, allora diciamo alleanza dei progressisti e dei moderati, diciamo patto di governo per una legislatura di ricostruzione, per sostenere la riscossa del Paese, per sconfiggere il rischio che viene dalla peggiore destra d’Europa.<br />
E’ inutile immaginare una destra diversa, la destra italiana è quella e non può essere che quella!<br />
Questa dunque è e resta la nostra proposta: alleanza dei progressisti e dei moderati per una legislatura di ricostruzione.<br />
Unità per la ricostruzione.</p>
<p>Sappiamo che questa proposta è una sfida per tutti.<br />
Per il centrosinistra, per le forze di centro e per lo stesso Partito Democratico. Ma guardando il dramma del Paese tutti devono accettarla!<br />
Il Centrosinistra è alla prova della sua credibilità.<br />
Tutti, Partito Democratico, SEL, IDV, Partito Socialista ne siamo consapevoli. Vogliamo ne siano consapevoli quelle culture radicali, e quelle culture ambientaliste a cui ci rivolgiamo con amicizia.<br />
Nessuno si stupisca che il Partito Democratico dica con forza: non rifaremo l’Unione.</p>
<p>Il Partito Democratico è nato dopo, e per correggere quell’esperienza (che pure, adesso si può dirlo, lasciò alla destra 5 punti di avanzo primario, 70 miliardi all’anno che sono stati buttati via) ma non rifaremo quel percorso!<br />
Sono contento di poter annunciare qui, a San Giovanni, che abbiamo fatto passi avanti nella costruzione di un centrosinistra di governo; sia nel lavoro programmatico, sui punti più delicati; sia per l’allestimento di un meccanismo del tutto nuovo che garantisca la stabilità della maggioranza parlamentare; sia per i percorsi di partecipazione popolare, per l’indicazione della leadership del centrosinistra e sia, infine, per una proposta politica comune aperta alle forze moderate.<br />
Con questo appello alle forze di Centro per un patto di legislatura noi non strattoniamo nessuno. Vogliamo mettere davanti a tutti la situazione reale del Paese che non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo, per chi voglia mettere in sicurezza i fondamentali del Paese e dargli una prospettiva.<br />
La destra non è scomparsa, Berlusconi non è stato e non è una barzelletta. La destra ci sarà, sarà forte e sarà aggressiva, cattiva.</p>
<p>Lo diciamo anche a coloro che si sono illusi in questi anni che Berlusconi fosse comunque preferibile al Centrosinistra; a coloro che ancora oggi perdono tempo a pensare che si possa oltrepassare Berlusconi e riprendere la nostra strada e il nostro volto nel mondo escludendo il Partito Democratico o indebolendolo, o dividendolo. Vediamo bene le operazioni in corso. Vediamo la ricerca confusa di soluzioni che possano prescindere dal PD o ridurlo a una ruota di scorta, a una salmeria.<br />
No.</p>
<p>Il primo Partito del Paese non può essere e non sarà mai una ruota di scorta. Abbandonate questa idea, è una illusione!<br />
E’ un’idea distruttiva non per noi ma per l’Italia!<br />
E se in queste posizioni si annidasse ancora dell’egoismo sociale, l’idea cioè che la nave possa galleggiare facendo bagnare solo quelli della terza classe, ci si convinca finalmente: qui è a rischio la nave e non solo la terza classe!</p>
<p>Mentre rivolgiamo questo appello agli altri, sappiamo bene quello che tocca a noi.<br />
Ce ne è anche per noi!<br />
Per noi che abbiamo osato, unici in Italia, ma in buona compagnia nel mondo, chiamarci Partito e Democratico annunciando con questo la promessa di una riforma della democrazia rappresentativa, della politica, dei partiti; per noi che siamo nati per rompere il muro tra politica e società civile; per noi partito del lavoro, della Costituzione dell’unità della nazione; per noi, c’è una responsabilità da assumere davanti agli italiani.<br />
Dopo soli quattro anni, ancora giovani quindi, e con tante cose da migliorare, siamo il primo partito del Paese, non siamo più un esperimento!<br />
Davanti agli italiani che vogliono il cambiamento tocca soprattutto a noi prenderci la responsabilità.<br />
Siamo all’altezza di questo?<br />
I nostri comportamenti, le nostre discussioni sono sempre all’altezza della nostra responsabilità?<br />
Sia chiaro: la discussione noi la rivendichiamo, fa parte del nostro progetto di democrazia. O il berlusconismo è così entrato in vena che sembra strano agli italiani che non parli uno solo per tutti?<br />
Non è così, in nessuna democrazia del mondo! Non c’è uno che parla per tutti!<br />
Il punto è: di che cosa si discute e come si discute.</p>
<p>Si deve discutere sui problemi veri, che i cittadini capiscono, e non sui problemi che capiamo solo noi e qualche organo di stampa. Si deve discutere, ma trasmettendo solidarietà e unità sulle scelte che si prendono.<br />
E se ci chiamiamo Partito Democratico, vuol dire che non facciamo il verso al berlusconismo ma che facciamo l’inverso del berlusconismo!</p>
<p>E’ perché pensiamo che la comunicazione sta alla politica come la finanza sta all’economia: utili entrambe, buone, indispensabili: ma non possono prendere il comando, non possono dettare il compito!<br />
Se ci chiamiamo Partito Democratico è perché rivendichiamo un punto di vista politico, autonomo, sulla realtà. Capaci dunque di ascoltare tutti, di dialogare con tutti, di aprirci in modo vero, ma mai di metterci a rimorchio di qualcuno.<br />
Per la ricostruzione del Paese noi chiediamo alle Italiane e agli Italiani di essere messi alla prova del governo. Nel passaggio più difficile dell’Italia, dal dopoguerra a oggi, il Partito Democratico avrà il suo vero battesimo.<br />
Ci aiuterà una nuova generazione che è già in campo.</p>
<p>Mostreremo di saper essere quel Partito riformista e di governo che l’Italia aspetta. Ciò che abbiamo seminato fin qui, con fatica, ma non senza risultati, ci aiuterà a essere un Partito riformista che governa non stando solo nel palazzo, ma stando nel palazzo, nelle piazze e nei luoghi di vita e di lavoro degli italiani.<br />
Radicati, presenti nella realtà come un grande partito popolare.<br />
Quello che si vede in questa piazza, quello che tornando a casa è pronto a muoversi piazza per piazza, casa per casa, per dire alle italiane e agli italiani: noi ci siamo.</p>
<p>Noi siamo con voi.</p>
<p>Abbiate fiducia, assieme cambieremo le cose, assieme ce la faremo. L’Italia ce la farà.<br />
Viva l’unità per la ricostruzione, viva il Partito Democratico, viva l’Italia.</p>
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		<title>ciao Lalla, un abbraccio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 13:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Circolo PD Castelnuovo Rangone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circolo di Castelnuovo R.]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo lettera in forma anonima per volontà del mittente. Se nelle cartografie terrene facile è riconosce la strada maestra, in quelle degli affetti questa segue percorsi talvolta imperscrutabili tanto agli occhi come al cuore. Ci ritroviamo misteriosamente accarezzati da venti Maestrali, fatti di volti, che sentiamo guidarci verso tanto impreviste [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/ciao-lalla-un-abbraccio">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo lettera in forma anonima per volontà del mittente.</em></p>
<p>Se nelle cartografie terrene facile è riconosce la strada maestra, in quelle degli affetti questa segue percorsi talvolta imperscrutabili tanto agli occhi come al cuore. Ci ritroviamo misteriosamente accarezzati da venti Maestrali, fatti di volti, che sentiamo guidarci verso tanto impreviste quanto vitali relazioni, da cui non possiamo far altro che lasciarci sospingere. Una di queste relazioni ha il volto di Maria Laura, Lalla, maestra di vita ed esempio. Chi ne è stato accarezzato riserva in cuor proprio momenti d&#8217;incontro che ne hanno svelato, anche solo fugacemente, la profondità umana prima che politica, personale prima che istituzionale che Lalla sapeva senza proclami svelare. Oggi noi non piangiamo solamente il nostro Primo Cittadino ma anzitutto un&#8217;Amica. Tu che amavi la sobrietà, che rifuggivi il clamore, che amavi il saper fare all&#8217;apparire, il dietro alle quinte al palcoscenico, mentre scrivo sento risuonare i tuoi amorevoli rimproveri per l&#8217;attenzione che ti stiamo dando. Cara Lalla, hai ragione ma oggi concedici questo tributo a Te, testimonianza di un affetto sincero, di un abbraccio che la tua Comunità vuole farti, poi ti promettiamo che ci rimettiamo alle nostre vite con la silenziosa operosità che ti ha contraddistinto. Concedi al tuo Paese di ricordare una persona di una umanità profonda, capace di un sguardo oltre: oltre le apparenze e le appartenenze, oltre le diversità per abbracciare un incontro fatto di vera conoscenza, al cui centro mettevi le mete più che le provenienze. Con lo sguardo sempre proteso al futuro &#8211; quanto eri orgogliosa quando parlavi dei tuoi ragazzi del Consiglio, di tua figlia Valeria e dei tuoi nipoti – e alla tua comunità al cui interesse anteponevi troppo limitative faziosità. Con una forza d&#8217;animo combattiva fino agli ultimi giorni mi ripetevi, battendo su quelle mani ormai indebolite dalla malattia ma non dome: “Abbiamo ancora un sacco di cose da fare!” Capace di coniugare un saper fare al saper essere, protesa ad una concretezza mai tecnocrate ma sempre avente al centro la persona. Promotrice di quel “mi sta a cuore” che nel senso di responsabilità ha segnato il tuo percorso umano e professionale, quel “macigno”, come lo chiamavi, a cui non sapevi sottrarti. Cara Lalla mi mancheranno i nostri incontri, quella “lista di cose da fare”, quei dialoghi capaci di toccare le diverse profondità del pensiero abbracciando quel mistero che chiamiamo Esistenza. Mi mancherà la tua semplicità e il tuo esempio, che, proprio come sanno fare i veri maestri danno senza insegnare ma tramite una pratica quotidiana fatta di coerenza e operosità.</p>
<p><span id="more-2357"></span></p>
<p>Faccio nostre le parole di Martin Luther King quasi fossero un tuo lascito per chi nel tuo ricordo porterà avanti idee e progetti:”Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero. Se non potete essere il sole, siate una stella. Cercate di essere sempre il meglio di qualunque cosa siete.”</p>
<p>E&#8217; vero cara Lalla, è difficile dirsi addio quando si hanno ancora un sacco di progetti in comune da fare ma forse sono proprio quei progetti il miglior modo per continuare a comunicare. Ciao, Lalla. Un abbraccio da un amico che piange la tua distanza. In fede, .</p>
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		<title>ciao Lalla, ciao Reggia, ciao Sindaco di Castelnuovo Rangone</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 18:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigues</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circolo di Castelnuovo R.]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara Lalla Cara Reggia Caro Sindaco di Castelnuovo Rangone Non ci si può non innamorare di te Questo è il titolo della canzone con la quale ti abbiamo accolto oggi in questa pubblica piazza Piazza nella quale hai tenuto il discorso della tua investitura a Sindaco nel primo Consiglio comunale [&#8230;]<p class="readmorelink"><a href="http://www.pdcastelnuovo.it/il-pd/ciao-lalla-ciao-reggia-ciao-sindaco-di-castelnuovo-rangone">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#187;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Lalla<br />
Cara Reggia<br />
Caro Sindaco di Castelnuovo Rangone</p>
<p>Non ci si può non innamorare di te</p>
<p>Questo è il titolo della canzone con la quale ti abbiamo accolto oggi in questa pubblica piazza<br />
Piazza nella quale hai tenuto il discorso della tua investitura a Sindaco nel primo Consiglio comunale di legislatura. </p>
<p><span id="more-2353"></span></p>
<p>Lalla<br />
noi ci siamo innamorati di te fin dal primo incontro</p>
<p>Il nostro e&#8217; stato un colpo di fulmine:</p>
<p>convinti della necessita di dare il meglio di noi<br />
per cambiare un mondo che non ci piaceva e non ci piace</p>
<p>uniti nella volontà di dare una svolta<br />
al governo del nostro Comune e dell’Unione Terre di Castelli</p>
<p>ambiziosi nel pensare di potere generare una nuova classe dirigente<br />
che si ponesse con abnegazione e competenza al servizio dei cittadini</p>
<p>Uniti in un sogno</p>
<p>Tra di noi una generazione, forse due</p>
<p>Ma quanto tempo passato insieme<br />
quante telefonate<br />
quanti aneddoti raccontati<br />
fotografie dei 20 anni passati da te a Castelnuovo</p>
<p>Quanti racconti raccolti da chi ti ha conosciuto<br />
da chi ti ha voluto bene<br />
da chi ti ha  sempre descritta come “la ragioniera” </p>
<p>come quando, mantenendo il tuo pragmatismo,<br />
ti sei presentata al ritorno da New York con la maglietta con la scritta<br />
“You may say that I’m a dreamer” (puoi dire che sono un sognatore)<br />
forse molti pensarono ad una tua ruffiana omologazione al mito Lennoniano molto in voga a Castelnuovo in quegli anni<br />
in realtà ci presentasti il tuo pragmatismo fatto di sogni,<br />
tratto distintivo del tuo fare il Ragioniere Capo e poi ancor più il Sindaco.</p>
<p>Non ci può essere pragmatismo senza sogno, per chi accetta di fare il Sindaco.</p>
<p>In una società come la nostra estremamente cinica,<br />
pervasa quasi esclusivamente dal mito del denaro,<br />
ci hai insegnato che solo con la competenza si possono affrontare momenti di grande difficoltà come quelli che stiamo vivendo.</p>
<p>Ti angosciava il fatto che la tua generazione ci avrebbe consegnato un mondo peggiore di quello nel quale tu hai vissuto e lavorato,<br />
quante volte mostrandomi le foto di Aurora sul cellulare mi hai espresso le tue preoccupazioni su quale mondo avrebbero percorso i tuoi nipoti.</p>
<p>Tu credevi nella politica<br />
Scrivevi nel tuo programma elettorale<br />
<em>“chi governa deve farsi carico dei nuovi bisogni e di nuove domande: soltanto una politica forte può affrontare le difficoltà delle famiglie e preservare la coesione sociale che  queste terre hanno conosciuto negli ultimi decenni”</em></p>
<p>Hai continuato a credere nella politica nonostante tutto … nonostante tutti.</p>
<p>Sapevi che la tua legislatura avrebbe segnato lo sviluppo urbano e sociale di Castelnuovo per i prossimi decenni<br />
Cosi come fu per Renzo Bavieri quarant’ anni orsono<br />
Tu e Renzo accumunati purtroppo anche dalla stessa tragica fine.</p>
<p>Avevi chiaro quali fossero i parametri di sviluppo, come ci sei venuta raccontare nel tuo ultimo incontro pubblico alla festa di Villa Ferrari insieme a Carlo, Marco, Giancarlo e Daria ma soprattutto ti stavano a cuore gli obiettivi di sostenibilità energetica e ambientale.</p>
<p>Fatemi fare un inciso…<br />
Ti stiamo ricordando come Sindaco ma tu eri un amministratore profondamente legato al partito che ti aveva candidato a ricoprire la carica di Primo Cittadino.</p>
<p>Il rispetto dell’ambiente era diventato per te un tratto distintivo del tuo far politica tanto che ti sentivi onorata della delega all’ambiente che ti era stata assegnata all’Unione Terre di Castelli.</p>
<p>Era divertente farti visita per come eri solita accogliermi <em>“dai Rigues vin so” </em><br />
Ed era altrettanto divertente, entrando nel tuo appartamento, trovarti intenta a lavorare sulle carte del vecchio piano regolatore o sulle tavole del nuovo PSC…proprio tu che ti avevo sempre vista spuntare gli aridi tabulati di Bilancio.</p>
<p>Era particolarmente istruttivo leggere con te convenzioni e contratti quantificandone i benefici per la nostra comunità.</p>
<p>Poi questa tua volontà di riaffrontare le difficili problematiche come la ridefinizione del centro storico di Castelnuovo, interrotta al termine dell’esperienza di Forum, esperienza che ti ha vista, insieme a Nadia, insostituibile motore.</p>
<p>Quanti sogni su quelle carte e su quelle documentazioni, ma anche quanta tenacia nel volere perseguire gli obiettivi fissati nella massima trasparenza e nel rispetto delle leggi.</p>
<p>Tutto questo lo volevi fare con i tuoi cittadini,  dicevi che volevi portare le carte nei bar, e insieme a Giulio, fino a quando la malattia te lo ha permesso ce le hai portate pur lamentandoti del fatto che per te era ancora poco il coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte strategiche del comune.</p>
<p>Due cose ti sono sempre state molto chiare:</p>
<p>La prima che il cittadino quando si trova davanti a quello che decide<br />
che sia in Comune, in un qualsiasi altro ente o al partito<br />
si trovi in fondo davanti a qualcuno a cui è mancata una scuola<br />
non sai perchè e finito li<br />
ma certamente nessuno si è occupato di fare di lui una classe dirigente.<br />
SI CLASSE DIRIGENTE<br />
Formare una classe dirigente al servizio della città era uno dei motivi più importanti del tuo impegno politico non avendo mai avuto il timore di parlare di competenza e meritocrazia.</p>
<p>La seconda è che occorre conoscere le esigenze dei cittadini per poter redigere il bilancio del comune.<br />
Tutti noi sappiamo quanto importante fosse per te il controllo di gestione per il buon governo della finanza pubblica.<br />
Ma in pochi sanno delle tue simulazioni in merito alle ricadute delle politiche tariffarie e fiscali sul reddito delle 10 famiglie tipo del nostro Comune.<br />
Il Bilancio per te è sempre stato un momento di scelta politica e mai di burocratici tagli lineari.<br />
Quanto ti è costata personalmente e politicamente l’incomprensione con i tuoi colleghi sindaci in merito alla governance organizzativa e finanziaria dell’ Unione Terre di Castelli.</p>
<p>La malattia ha interrotto questo nostro sogno ma tu fino all’ultimo hai dimostrato nei nostri confronti una grande fiducia spronandoci a continuare a portare avanti quel programma di legislatura che insieme avevamo scritto.</p>
<p>Ieri pomeriggio, uscendo dalle camere ardenti una folata di vento faceva cadere le foglie degli alberi.</p>
<p>In quel momento mi è tornato alla mante la chiusura del tuo discorso di investitura.</p>
<p>Eri li con la fascia tricolore al collo e con la voce rotta dalla commozione dicevi:<br />
<em>“Questa mia ricchezza è il frutto di una vita fortunata: ho avuto grandi maestri che mi hanno insegnato tante cose e vorrei proprio consegnare queste mie capacità, professionali, istituzionali e anche politiche a questi giovani. Quindi l’impegno di questi cinque anni è di consegnare a loro tutto quanto ho imparato per non vederlo morire insieme a me, è la cosa che più mi angoscia, voglio lasciare qualcosa a loro, a tutti voi e al nostro comune.”</em></p>
<p>Cara Lalla siamo tutti foglie<br />
Lo sono le nostre idee e lo siamo anche noi<br />
Ma ciò che facciamo insieme<br />
che pensiamo insieme<br />
che progettiamo insieme<br />
che decidiamo insieme<br />
sono la pianta sulla quale continuare a far crescere le nostre speranze<br />
Quello che ci hai insegnato, il tuo esempio, la  tua etica e  il tuo senso delle istituzioni ci faranno da guida nei prossimi anni.<br />
La foglie cadono … LA PIANTA RIMANE.</p>
<p>Stamattina sceso dal letto<br />
mi sono affacciato alla finestra<br />
“ho controllato”<br />
e mi sono detto: oggi non pioverà!</p>
<p>ciao Lalla<br />
ciao Reggia<br />
ciao Sindaco di Castelnuovo Rangone</p>
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